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Meta ripristina l’ottimizzazione per conversazioni su WhatsApp nell’UE

  • Immagine del redattore: Dott.ssa Mariantonietta Dibenedetto
    Dott.ssa Mariantonietta Dibenedetto
  • 11 giu
  • Tempo di lettura: 2 min

Cambia radicalmente il modo in cui si ottimizzano le campagne WhatsApp in Meta Ads. Questa novità è reale, recente e molto importante per chiunque faccia social advertising nei Paesi dell’UE.  



Fino a poco tempo fa, a causa delle restrizioni sul trattamento dei dati e del consenso vigenti nell’Unione europea, le campagne pubblicitarie su WhatsApp potevano essere ottimizzate esclusivamente per Massimizza i clic. L’algoritmo mostrava le inserzioni alle persone più propense a cliccare sul link: un segnale utile ma poco affidabile quando l’obiettivo reale è generare conversazioni e contatti qualificati.  

Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, grazie all’adeguamento di Meta alle normative europee, è stato ripristinato l’obiettivo Massimizza conversazioni. Non è una funzione nuova: era già disponibile anche nell’UE, poi sospesa per ragioni normative e ora nuovamente accessibile grazie a un sistema di tracciamento conforme al quadro regolatorio europeo.  



Questo significa che l’algoritmo non cerca più semplici clic, ma individua utenti con una maggiore probabilità di avviare una chat su WhatsApp.  Le conversazioni restano crittografate endtoend: l’unico dato rilevato e utilizzato dall’algoritmo è l’avvio della chat, non il contenuto dei messaggi, garantendo così il pieno rispetto della privacy. 

Il risultato è immediato: migliora la qualità dei contatti, ottimizza il budget senza sprechi e rende le campagne pubblicitarie molto più vicine agli obiettivi di business reali delle aziende. 

È possibile innanzitutto confrontare il costo per conversazione, il tasso di conversione reale e la qualità dei contatti. In questo modo le campagne WhatsApp diventano più simili alle campagne lead, vendita e conversioni. 

Ancora di più, questo cambiamento può aprire la strada a funnel conversazionali. È possibile progettare un percorso che inizia direttamente dentro WhatsApp: dall’annuncio al messaggio automatico, alla domanda di qualificazione, all’invio del listino, fino alla prenotazione. Le automazioni della WhatsApp Business API permettono di gestire messaggi automatici, raccogliere dati qualificati e utilizzare chatbot per la pre‑qualificazione, un filtro intelligente che può chiedere nome, zona, budget e verificare l’interesse reale del contatto. 

Inoltre questa funzione semplifica e rende vantaggioso fare remarketing basato sulle conversazioni avviate, e crea un pubblico variegato, composto da persone che hanno scritto ma non hanno concluso, che hanno avviato una chat o che hanno chiesto informazioni su un prodotto specifico.  

Dall’essere un canale trasversale con risultati spesso superficiali, WhatsApp si trasforma in un canale strutturato, capace di generare valore, continuità e un ritorno concreto per le aziende. 

Studio Sedici, in quanto agenzia di social media marketing, ha adottato questa strategia per diversi clienti, tra cui Meg’s, punto vendita del rinomato brand Yankee Candle presso il centro commerciale Bari Blu a Triggiano (BA).  Per acquisire nuovi clienti abbiamo utilizzato una campagna contatti su WhatsApp ottenendo un volume di conversazioni significativamente superiore rispetto alle campagne ottimizzate per clic. 



Per qualsiasi attività che necessiti di una conversazione diretta con il cliente, questo è un passo decisivo che può migliorare di gran lunga le performance. Bisogna tenere conto, però, che ciò richiede creatività più orientate al dialogo - quindi un copywriting più conversazionale - e funziona solo se l’azienda è pronta a gestire il flusso di chat: tempi di risposta, messaggi automatici, raccolta dati e follow‑up diventano fondamentali. 

È certo che Meta sta investendo molto nel marketing conversazionale e WhatsApp diventerà sempre più un canale di vendita, assistenza e fidelizzazione. 



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