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Come usare TikTok senza ballare: strategie per aziende serie

  • Immagine del redattore: Dott.ssa Mariantonietta Dibenedetto
    Dott.ssa Mariantonietta Dibenedetto
  • 22 lug
  • Tempo di lettura: 3 min

TikTok davvero va bene solo per i balletti o le scenette comiche? È una domanda che molte aziende si pongono, spesso con un certo scetticismo. 

 La piattaforma è ancora associata a balli, challenge e contenuti frivoli, e proprio per questo molti brand la evitano, ritenendola inadatta alla serietà che vogliono comunicare.

Altri, al contrario, lo utilizzano per lo stesso motivo, poiché credono che sia il mezzo più rapido e accattivante per raggiungere una grossa fetta di pubblico.



Entrambi gli approcci nascono da un equivoco: TikTok non è un canale centrato sull’intrattenimento leggero, ma sull’attenzione. Il suo algoritmo premia contenuti utili, chiari, immediati.

L’errore principale è considerarlo la piattaforma del linguaggio giovanilista. Occorre liberarsi di preconcetti basati su una conoscenza amatoriale del canale.

La realtà è che sempre più professionisti — avvocati, consulenti, psicologi, commercialisti, formatori — lo utilizzano per divulgare competenze in modo autorevole. 



TikTok è la piattaforma con il più alto tempo di permanenza: oltre 90 minuti al giorno in media. Il feed Per Te non mostra contenuti dei profili seguiti, ma contenuti rilevanti: questo favorisce la scoperta di brand nuovi. Di conseguenza i contenuti informativi performano molto bene perché rispondono a micro‑bisogni immediati e le aziende possono intercettare utenti che cercano soluzioni rapide, consigli, spiegazioni. Inoltre TikTok è un motore di ricerca emergente: sempre più persone cercano “come fare X” direttamente lì. Per quanto riguarda il pubblico, TikTok non è più una piattaforma per giovanissimi: le due fasce più presenti sono quella tra i 18 e i 24 anni e quella tra i 25 e i 34, che insieme rappresentano circa il 70% degli utenti. A queste si aggiunge una quota in crescita tra i 35 e i 44 anni, attratta da contenuti informativi, tutorial e spiegazioni rapide.

La presenza di adulti e professionisti è ormai consolidata, e questo rende TikTok un canale perfettamente adatto anche alle aziende che vogliono comunicare con serietà e competenza.

Il budget minimo da investire, premettendo un'analisi personalizzata, risulta essere di 20 euro.

Ci sono diversi contenuti funzionali a far comunicare un brand senza che si snaturi la sua essenza per via dei trend del momento: mini-tutorial, cioè spiegazioni brevi e pratiche, mostrare il dietro le quinte dei processi, contenuti che creano una certa credibilità e fiducia, risposte alle domande frequenti, in quanto contenuti evergreen che interessano costanemente il cliente, ancora casi studio raccontati in maniera sintetica e adeguata alla piattaforma. La maniera più adeguata alla piattaforma richiede attenzione a diversi fattori, a partire dall’autenticità. I social non sono canali trasmissivi come la TV: la parola deve essere studiata nei contenuti e negli obiettivi, ma spontanea nella forma. Spesso i canali social vengono erroneamente utilizzati al pari della tv o di spot cinematografici, ma non è così. Uno script per i video nasce anche dalla spontaneità del confronto e del dialogo col cliente stesso. 



Poi ci sono gli elementi più tecnici: il montaggio, che deve essere pulito, con tagli netti e ritmo sostenuto, non frenetico, il linguaggio, che deve essere sempre chiaro, diretto, senza slang forzati. Il branding deve essere leggero e coerente con l'identità aziendale. L'obiettivo deve essere memorabile e non virale. La viralità può essere una conseguenza ma non deve essere lo scopo.

Soprattutto occorre la strategia editoriale ed è rilevante la costanza nella pubblicazione. Si possono creare rubriche ricorrenti, usare certamente i trend ma solo quando si adattano al brand, senza snaturarsi. Infatti un errore che si fa di frequente è copiare i creator immancabilmente, laddove il pubblico si accorge subito della forzatura. Non è opportuno nemmeno forzare la comicità, che se non appartiene al brand appare artificiale.  Se non bisogna cadere nel giovanilismo per quanto concerne le modalità espressive, non bisogna nemmeno incappare nella creazione di contenuti troppo istituzionali o troppo lunghi. È fondamentale mantenere coerenza rispetto alle altre piattaforme utilizzate.



In conclusione, TikTok è un luogo dove le persone cercano risposte, non solo intrattenimento. Le aziende possono quindi comunicare con autorevolezza, competenza e identità. Non serve brillare se non porta risultati: serve chiarezza, utilità e ritmo. TikTok è un’opportunità per chi vuole accrescere la propria visibilità senza però rinunciare ai propri valori aziendali, perché altrimenti si rischia di compromettere la propria immagine e la propria reputazione professionale.

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